Sto dentro l'organizzazione abbastanza da capire cosa serve, e costruirlo.
Fonte: Italia non profit, Verso un futuro digitale
Un gestionale scelto anni fa. Abbonamenti attivi da troppo tempo. Fogli condivisi nati per durare un mese, e ancora lì. Più tutto quello che andrebbe costruito e non c'è: l'applicativo di un progetto finanziato, lo strumento da dare a chi servite. Non mancano le soluzioni. Manca qualcuno che guardi il quadro intero, decida cosa tenere e cosa cambiare, e resti mentre si cambia.
Non un progetto con una data di fine. Una presenza continuativa, dentro l'organizzazione, con la responsabilità di quello che c'è in produzione.
Cosa vale la pena costruire, e cosa no. È la parte che nessun fornitore fa: prendere l'elenco delle cose da fare e dire quali risolvono davvero un problema.
Applicativi su misura, per l'organizzazione o per chi servite. Quando serve più capacità attivo una rete di sviluppatori e aziende, restando io il riferimento unico.
Un punto fisso ogni settimana. Codice e credenziali intestati a voi dal primo giorno, documentati: se un giorno volete andare avanti senza di me, potete.
Sistema per l'ufficio controllo di gestione di un'agenzia regionale. Sviluppo, rilasci in produzione, coordinamento con il sistemista. Sono il riferimento tecnico quando qualcosa si rompe — comprese le urgenze che arrivano quando c'è una consegna nel pomeriggio.
Applicazione per la gestione di servizi sociali sul territorio, con integrazione di dati geografici aperti. Sviluppo delle funzionalità, e un formato di aggiornamento settimanale concordato con il program manager: un progetto pubblico deve restare leggibile anche a chi non lo sta costruendo.
Piattaforma per il recupero e la ridistribuzione di eccedenze alimentari verso i ristoranti, con un passaggio di controllo qualità nel mezzo. Unico sviluppatore, dall'architettura al rilascio, con un ritmo incrementale: una funzionalità, le correzioni sullo stesso flusso, la pulizia del codice, spesso nello stesso giorno.
Piattaforma con cui gli operatori compilano da soli il proprio bilancio di sostenibilità: un percorso in più sezioni, con logica condizionale e criteri di valutazione strutturati. Il lavoro non è il modulo: è rendere usabile un metodo complesso senza semplificarlo al punto da renderlo inutile.
Sviluppo software da più di vent'anni. Ho lavorato per grandi marchi, startup e piccole realtà, ho contribuito a proposte di progetti europei con l'Università di Milano, sono stato CTO di due startup — in Germania e in Spagna — e ho scritto Lelylan, una piattaforma open source per l'Internet delle cose.
Dall'altra parte ho fondato e guidato Synergo, cooperativa d'impresa sociale che lavorava sulla rigenerazione di aree interne e territori vulnerabili, attraverso la co-progettazione con enti pubblici e comunità locali, eventi territoriali, bilanci sociali, valutazione d'impatto, facilitazione e digitale. E ho un master in governance e sostenibilità dei territori montani, con un lavoro finale sulle piattaforme digitali per la gestione delle aree fragili.
Competenze digitali ed esperienza diretta nel terzo settore: è una combinazione poco comune, e mi aiuta a capire in fretta cosa serve.
Danzo, insegno e organizzo percorsi di movimento. Dieci anni di pratica che mi hanno cambiato: ascolto di più, e ho più cura di come si sta insieme, anche quando si lavora.
Un canone mensile, non un preventivo ogni volta. Le ore indicate sono un dimensionamento: alcune settimane meno, altre di più.
Un momento fisso ogni settimana per decidere le priorità e vedere a che punto siamo.
Correzioni e interventi su quello che ho costruito io, quando qualcosa non funziona come dovrebbe.
Funzionalità nuove e affinamenti su quello che già esiste. Un applicativo da costruire da zero è un progetto a sé: lo quotiamo a parte, e poi entra nel canone.
Capire cosa vale la pena costruire e cosa no, valutare strumenti e preventivi di altri fornitori, scrivere la parte tecnica di un bando.
Quando servono altre persone — un grafico, un altro sviluppatore — li seguo io. Per voi resta un solo riferimento.
Un terzo delle organizzazioni del terzo settore finanzia il digitale con contributi esterni. Se avete un progetto finanziato in corso o un bando in scrittura, il mio compenso può stare lì dentro, e posso darvi una mano sulla parte tecnica della domanda.
La prima conversazione serve a capire se ha senso. Se non ce l'ha, ve lo dico — è la stessa cosa che farò su ogni cosa che mi chiederete di costruire.